Il 9 agosto 2006, alle prime luci del giorno, ci ha lasciato Antonio Franchini. Per ricordarlo abbiamo scelto le parole di una comune amica, Rosalba Faticati, con cui abbiamo diviso l'amicizia di Antonio, in particolare negli ultimi sei mesi della sua vita. Sarà impossibile dimenticare Antonio, ha lasciato in noi una traccia troppa profonda. E ne siamo contenti.
***********************************
Antonio Franchini: "Maestro di arte e di vita"
di Rosalba Faticati
***********************************
L'incontro con Antonio Franchini è avvenuto nel 2000 grazie al comune amico Pasquale Stanzione, mi aveva raccontato di un architetto che viveva a Raito dal carattere schivo e delle sue opere molto originali, che ben si prestavano ad un'esposizione nel Museo Città Creativa.
In quell'anno, come responsabile del Museo, volevo organizzare degli incontri-dibattito sull'arte ceramica più che una mera esposizione di opere e Franchini era l'artista adatto per dare inizio a questa serie di eventi.
Siamo andati a casa sua e sono rimasta completamente affascinata da questo piccolo grande uomo, apriva le sue cartelle di disegni ( le sue opere più preziose) con i suoi gesti lenti accompagnati da racconti incredibili di incontri e di esperienze artistiche con nomi illustri dell'arte del '900, Le Corbusier, Fontana , Munari e tantissimi altri.
Successivamente sono tornata a casa sua con l'amico Raffaele D'Andria per scegliere le opere da esporre presso il Museo di Ogliara e chiacchieravamo come vecchi amici, davanti ad una pizza e ad un bicchiere di vino, a dire il vero ascoltavamo solo lui, si divertivano Antonio e Raffaele a parlare in tedesco.
Durante i preparativi della mostra ho realizzato un filmato presso la fabbrica Pinto che lo ha ospitato fino all'ultimo giorno, documentando Antonio mentre raccontava e faceva scivolare su una mattonella il pennello piatto intriso di colori mescolati su un piano. Pasquale Stanzione lo fotografava.
La mostra "incontro con Antonio Franchini"si è tenuta presso il Museo Città Creativa di Ogliara - Salerno dal 14 dicembre 2001 al 15 gennaio 2002 con la consulenza artistica dell'arch. Raffaele D'Andria, il coordinamento e l'allestimento curato da me e la documentazione fotografica di Pasquale Stanzione.
Mi sono chiesta spesso come mai non c'è stata la dovuta attenzione alla sua arte da parte dei critici, forse per il suo carattere spigoloso ed insofferente.
Sostanzialmente era un uomo libero senza schemi prefissati, gli piaceva la solitudine ma amava anche parlare con gli amici per ore di tutto, dalla storia alla filosofia, citando poesie, antiche canzoni anche in francese ed in tedesco.
La sua ceramica è elegante e raffinata, ha progettato forme pure realizzate da sapienti tornianti e su di esse riusciva a creare il giusto equilibrio tra forma e disegno con sapiente dosaggio di linee sinuose, pennellate morbide e ruotanti, segnate da incisioni nette e decise, contenenti ogni tanto, volutamente, gocce precise di ramina o di smalto camaleonte (come lui lo chiamava).
Non ha mai accettato la sua malattia diceva che era il risultato di tutta la polvere tossica di smalti che ha respirato nel corso della sua vita artistica, non voleva parlarne, ne era indifferente, non si è mai lamentato.
Fino all'ultimo, tutti i giorni è andato alla fabbrica Pinto , la sua seconda casa, dove Giovanni e Rosaura lo accoglievano con affettuosa amicizia, Antonio mi diceva sempre che il loro smalto è unico, il migliore.
Ho frequentato i laboratori di Pinto ed ho decorato mattonelle sotto lo sguardo vigile e attento di Antonio, chiacchierava e mi dava preziosi consigli.
Sono fiera di avere incontrato Antonio, gli sono grata perché mi ha insegnato non solo ad affinare uno stile decorativo sobrio, ma mi ha dato una grande lezione di vita.
L'arte aiuta a superare i confini materiali e dona a chi la fa un'energia inesauribile.
Salerno 11 agosto 2006
Rosalba Faticati